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"Eu te quero e não queres como sou, não te quero e não queres como es." (Caetano Veloso, O Quereres)
"But would I leave you in this moment of your trial?" (Peter Hammill, The undercover man)
"...ma quale Costa Smeralda, piccolini i gaggi." (Flavio Soriga)
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Ovvero: un ego-post su cosa sto facendo in questi tempi.
Allora. Sabato scorso ero in Svizzera, per un breve concerto con le Ancore d'Aria, il coro sperimental-ethnic-jazz diretto da Oskar Boldre.
Come repertorio abbiamo eseguito Matte Kudasai (King Crimson), Scherzo in 7/4 e Vast Plain Clouds (Jan Garbarek), More Zageni (pop. bulgara), Tears of dignity (Arto Tuncboyaciyan), tutte rigorosamente in versione "per 20 voci senza strumenti".
Abbiamo poi proseguito con due brani in improvvisazione collettiva, come ormai consueto, coinvolgendo anche il pubblico, che infatti ha risposto in modo molto positivo.
Il bis, richiesto calorosamente, è stato una terza impro, dove peraltro io e Oskar abbiamo improvvisato un assolo difonico. Cioé, mentre il coro teneva la struttura sonora, abbiam fatto una sorta di duetto, che però in questo caso era eseguito con le tecniche di canto difonico o armonico (vale a dire che ciascuno di noi cantava due linee melodiche contemporaneamente). E' stata la mia prima "performance difonica" in concerto, per giunta totalmente imprevista. In ogni caso sono soddisfatto di come me la son cavata, ed anche il pubblico era piuttosto impressionato.
Il 2 maggio faremo un altro concerto in Canton Ticino, ad Ascona, nell'ambito della rassegna Voci Audaci 2008.
A maggio poi seguirò nuovamente i seminari tenuti dai numi Rhiannon, Joey Blake e Dave Worm (membri stabili della Voicestra di Bobby McFerrin) sulle improvvisazioni e percussioni vocali, e poi parteciperò al concerto di chiusura (il 12 maggio, sempre ad Ascona, mi pare).
Nel frattempo ho completato la partitura per sole voci di un brano dei Quintorigo, un grazioso reggae intitolato "La nonna di Frederik lo portava al mare". E' stato un lavoraccio, ma ne è valsa la pena. Anche in questo caso, era la prima volta che mi misuravo con un lavoro di arrangiamento per coro, e per quanto non manchino errori e imprecisioni, il risultato è stato buono. Anche oltre le mie aspettative, direi: probabilmente il brano verrà inserito nel repertorio delle Ancore d'Aria, e questo ovviamente mi fa un enorme piacere (tanto più che mi pare sia la prima volta che Oskar inserisce un pezzo non composto o arrangiato da lui medesimo).
Ma soprattutto, la notizia è che questa settimana gli Ubi Maior entrano in sala d'incisione!
Sabato 22 cominceremo le sessioni di registrazione dell'album "Senza tempo", la nostra seconda fatica.
Come ho già detto innumeri volte, i brani del disco prendono spunto dagli Eterni, che sarebbero la famiglia di Sandman. I primi ad andare in fabbrica saranno "Il mercenario" (Destruction) "Niente più" (Despair), "Il segreto per volare" (Dream), e "Per cosa si uccide" (Desire), non necessariamente in quest'ordine.
Per ora basta, ma nelle prossime settimane spero di vincere la mia pigrizia atavica e postare aggiornamenti e particolari sulle incisioni e sulle canzoni.
Vi servono dieci minuti di tempo.
Ma ne vale la pena.
(allora, quello nero con i capelli più lunghi si chiama Bobby McFerrin, quello nero con i capelli meno lunghi si chiama Richard Bona)
Quest'anno si va al Festival della letteratura di Mantova, che è una specie di fiera campionaria di scrittori e affini, e dura dal 5 al 9 settembre.
In realtà il motivo scatenante della mia presenza è stato uno degli avvenimenti accessori al festival. E cioè il concerto di Diamanda Galás sabato 8. Della sperimentazione vocale di Diamanda Galás e di quanto mi appassionino i suoi concerti ho già parlato qui. In ogni caso, questa qui sotto è la sua Gloomy Sunday, forse la più bella interpretazione al mondo di questa celebre e cupa canzone.
Dicevamo, una volta prenotato il concerto, ci si è messi a spulciare tutto il programma, trovando alcune graditissime sorprese.
Ed infatti si rimarrà in quel di Mantova per tre giorni, per assistere ai seguenti eventi:
Venerdì 7, ore 20:45
Palazzo di San Sebastiano
NEIL GAIMAN (CON MATTEO STEFANELLI)
Euro 4.00
Neil Gaiman è uno dei miei autori preferiti.
E per di più il prossimo album degli Ubi Maior, a cui stiamo lavorando da qualche mese e di cui sto terminando di scrivere i testi, ha come punto di partenza proprio la sua opera a fumetti Sandman. Tanto basta e avanza.
Lo intervista Matteo Stefanelli, che ho scoperto essere un ricercatore e studioso di fumetti. L'incontro si preannuncia molto interessante.
Sabato 8, ore 11:00
Palazzo Ducale - Cortile della Cavallerizza
ELMORE LEONARD CON PAOLO ZACCAGNINI
Euro 4.00
Sabato 8, ore 18:00
Teatro Ariston
John De Leo - CENTURIE, Reading visionario sui testi di Giorgio Manganelli
Euro 10.00
Sono curiosissimo. Altro concerto (chiamiamolo così), altra voce notevole. La voce di John De Leo, per chi non lo sapesse, è stata il marchio di fabbrica dei Quintorigo fino a un paio d'anni fa, ed è comunque un punto di riferimento nella sperimentazione vocale italiana.
Sabato 8, ore 21:00
Teatro Sociale
Diamanda Galás - CONCERTO
Euro 18.00
Dalla locandina: "La performance di Diamanda Galás sarà una serata di canzoni e composizioni, con una selezione di musiche sue e di testi dei poeti Henri Michaux, Cesar Vallejo, Paul Celan, Gerard de Nerval, Aime Cesaire e Adonis (Ali Ahmed Said) ma anche canzoni rese celebri da interpreti come Sofia Leonardou, Marlene Dietrich, Edith Piaf, Jaques Brel, e amanedhes (improvvisazioni vocali originarie di Smirne e cantate da greci, armeni, assiri e turchi) della Galás stessa"
Domenica 9, ore 12:00
Chiesa di Santa Paola
DIAMANDA GALÁS CON ENZO GENTILE
Euro 4.00
"...racconterà le sue scelte e i suoi riferimenti artistici, in campo musicale e non solo."
Domenica 9, ore 14:30
Chiostro del Museo Diocesano
Cristina Comencini, Irene Dische - SCRIVERE STORIE DI FAMIGLIA
Euro 4.00
Non conosco Irene Dische. Dalla locandina "ama scrivere grandi storie familiari. Affermatasi con Le lettere del sabato, in cui la guerra e le persecuzioni razziali sono vissute da un bambino attraverso le lettere del padre".
In realtà la nostra prima scelta era un altro incontro, fra la Comencini ed Enrico Franceschini, ma quando ho prenotato era già tutto esaurito.
Per inciso: nonostante si tratti di un festival della letteratura, i primi eventi ad andare esauriti sono sempre e comunque quelli dedicati a personaggi che hanno a che fare con i media di massa, televisione e giornalismo in primis.
Per dire, ho prenotato l'evento con Neil Gaiman di cui sopra, ma ce n'era un altro per il quale non avrei potuto perchè era sold-out. Ed è l'incontro fra lui e tale Taddia (uno degli autori di Ballarò e di Fiorello. Nientedimeno).
Domenica 9, ore 17:45
Palazzo della Ragione
Paola Antonelli, John De Leo - LA GRAMMATICA DEI MESTIERI
Pregi, difetti e rarità delle lingue specialistiche e settoriali
4 - La grammatica dei cantanti
Euro 4.00
Che dire, prenderò appunti...
A parte gli eventi prenotati, la vox populi narra che spesso è possibile trovare biglietti all'ultimo momento anche per eventi ufficialmente esauriti, o a imbucarsi in qualche modo.
E poi ci sono tanti appuntamenti fuori prenotazione. Fra questi, una serie di incontri chiamati BLURANDEVÙ. Dalla locandina: "gli autori rispondono alle domande dei volontari-conduttori di Festivaletteratura".
Da venerdì a domenica ci sono tre di questi incontri:
Venerdì 7, ore 22:30
Piazza Virgiliana
Giuseppe Cederna
Sabato 8, ore 22:30
Piazza Virgiliana
Neil Gaiman (O yea)
Domenica 9, ore 14:15
Piazza Virgiliana
Daniele Silvestri
Mah. Potrebbero essere delle occasioni interessantissime, oppure delle gran cagate. Dipende tutto da quali domande saranno in grado di porre i conduttori-volontari, e se sarà possibile partecipare anche per il pubblico. Speriamo.
Soundtrack: Diamanda Galàs - GuiltyGuiltyGuilty (24/10/2006, Santa Cruz-CA)
Oggi è la Giornata della Memoria. Per me e pochi altri, questo giorno ha anche la funzione di ricordarci il tempo che passa. Per esempio, oggi io e un certo Mike Patton compiamo 39 anni.
Per l'occasione, l'ineffabile Gabriele -grazie ai suoi innumerevoli agganci nel mondo discografico e malavitoso- mi ha procurato il disco che sto ascoltando ora: la registrazione non ufficiale di un concerto di Diamanda Galàs.
E' un regalo che per me ha un valore enorme. Questo spettacolo (Guilty Guilty Guilty) è stato replicato solo sei volte nel 2006. Una di queste è stata a Milano all'auditorium di largo Mahler, il 27 novembre, ed ho avuto la ventura di esserci.
La performance consiste in una reinterpretazione per piano e voce di classici della canzone americana e francese, canzoni d'amore tristi e cupe, stravolte dalla forza espressiva di questa donna, sola sul palco con il suo pianoforte.
Un'esperienza musicale terribile e agghiacciante. Splendida, come nelle migliori attese quando si tratta di Lady Diamanda.
Chi non sapesse di cosa sto parlando, può dare un'occhiata qui per colmare parzialmente la sua ingiustificabile ignoranza.
Come promesso, ecco due notizie sul concerto dei Quintorigo.
Non sono bravo a creare suspense, per cui dico subito che la serata è stata formidabile.
A partire ovviamente dal concerto.
Allora. Il concerto si è tenuto in un locale chiamato I Candelai, in via dei Candelai a Palermo. Doveva cominciare alle 21.30, e invece è cominciato alle 23. Evabbè. La cosa brutta però è che fino alle 22.30 nel pubblico eravamo meno di 50 persone. Poi è arrivata un po' di gente, e alla fine ci son stati (mi pare) 330 paganti. Comunque, il discorso-pubblico lo riprendo magari a fine post, e ora continuo col resoconto.
Quintorigo: voce e musica
Dunque: Luisa Cottifogli usa la voce in maniera meravigliosa, si è perfettamente inserita nel suono del gruppo e lo sa arricchire, ovviamente non nello stesso modo in cui lo faceva John De Leo ma in un modo diverso e tutto suo. Fare paragoni non ha senso: dopo aver sentito l'uno e l'altra, posso dire che Luisa non mi fa rimpiangere John, e questo è quanto.
Tenete presente comunque che io non sono mai stato fra quelli che dicevano "i Quintorigo sono John". I Quintorigo sono probabilmente la miscela più originale della musica italiana degli ultimi anni, e questo non è certo dovuto semplicemente alla bravura o alla voce particolare del cantante.
Adesso con una nuova cantante i Quintorigo sono ancora i Quintorigo, e questa è la notizia più bella della serata.
Bravissimi, praticamente perfetti, hanno snocciolato le loro invenzioni e sperimentazioni temerarie come se stessero facendo fra martino campanaro.
Spettacolare.

La scaletta
In scaletta c'era ovviamente anche qualche vecchia canzone, notevoli in particolare Grigio (ri-arrangiata per la voce femminile) e Neon-Sun (bbellissima..).
E poi i nuovi pezzi. Hanno fatto tutte quelle cover che avevo detto nel post di ieri: fichissima l'idea di eseguire Luglio Agosto Settembre Nero in versione integrale, compreso il pezzo "free" centrale. Stupendo il duetto vocal-strumentale in Goodbye Pork Pie Hat, dolcissima Redemption Song. Inoltre, altre canzoni nuove (su tutte il Cannone e Frankenstein) più un canto tradizionale arabo: solo Luisa, voce e bendir (una sorta di tamburello arabo), che ha reso evidenti talento, tecnica e particolarità della voce di Luisa a chi non li avesse ancora notati.
Molti incontri
Ebbene, fin qui il concerto.
Prima di proseguire, faccio una premessa: quando sono arrivato, come vi dicevo, non c'era quasi nessuno. Davanti al palco erano state sistemate delle seggiole. Io ne ho occupato una in quarta fila poggiandoci sopra il giacchino, dopodichè sono andato al banco a bere una birra. Il concerto non cominciava, quindi fatalmente questa prima birra non è rimasta l'unica, per cui nell'attesa ho avuto modo di fare conversazione con un bel po' di gente (fra cui il mixerista, che mi ha intrattenuto sui diversi microfoni da usare in concerto, mentre io prendevo nota ^__^).
Dopo l'esibizione, invece, ho scoperto che i Quintorigo oltre ad essere musicisti eccezionali sono anche persone squisite, capaci di sopportare di buon grado la sventura di avere fra i piedi uno spettatore brillo (il sottoscritto, ovviamente) che li molestava con raffiche di domande e varie -temo- banalità.
Dapprima ho parlato un po' con Luisa Cottifogli: praticamente l'ho blindata subito dopo la fine del concerto, e fra le altre cose ho scoperto che abbiamo una conoscenza in comune a cui venerdì avrò il piacere di portare i suoi saluti (Oskar Boldre, vedi sotto!). Ho parlato anche con Valentino Bianchi (sax), ma soprattutto con Stefano Ricci (contrabbasso) siamo rimasti a chiacchierare per un mucchio di tempo (forse un'ora!). Simpaticissimo, fra una risata e l'altra mi ha svelato un mucchio di cose, per esempio: quali canzoni non faranno più in concerto e perchè, qual è fra i loro brani quello più difficile, più alcuni retroscena di varia umanità, tutte cose che ovviamente non scriverò qui.
E adesso?
Dicevo prima di quanto fosse (poco) numeroso il pubblico. Trecento persone o poco più, in una città come Palermo, per una band che probabilmente ha il progetto musicale più valido e coraggioso esistente in Italia.
Tralasciando le autocommiserazioni (del tipo "e allora noi che al loro confronto siamo un cazzo, ci dovremmo suicidare"), la faccenda è davvero triste. Riempie i palazzetti solo chi va in televisione, e questo lo sappiamo, ma questo disinteresse totale per tutto quello che non è mainstream è sconfortante. Siamo davvero un pubblico di merda.
Per cui nel mio piccolo cerco di smuovere le acque stagnanti, e allora:
se vi interessano le sperimentazioni vocali (ma non solo), se i prossimi due venerdì siete a Milano e non sapete che fare, andate al Ca' Bianca di via Ludovico il Moro 117-Milano.
Ci sono in programma due concerti a mio avviso imperdibili:
Venerdì 7 Aprile, h. 22.30. La voce come strumento: concerto di Oskar Boldre con il gruppo vocale Ancore d'Aria. Ingresso € 9 con consumazione.
Venerdì 14 Aprile: concerto dei Quintorigo. Non so nè l'ora nè il prezzo, appena lo scopro faccio l'aggiornamento.
Se non sapete con chi andare non vi preoccupate, perchè ovviamente mi troverete là!
Mi piace girare le città da solo, poterne respirare il ritmo ed i colori, abbandonarmi alla loro vita. E Palermo quando scoppia la primavera è davvero una città stupenda, quindi essere costretto a rimanerci anche nel weekend di un viaggio di lavoro è una punizione assai gradita.
Per giunta, questo mio viaggio è benedetto dall'inaspettata epifania del Concerto Delle Mie Brame, che ha deciso di perdonarmi per il mio tradimento milanese (qualche settimana fa, all'auditorium di RadioPop): insomma, stasera i Quintorigo suonano a pochi isolati da me, ed io ho appena comprato il biglietto!
Dalle poche cose che ho sentito, il loro nuovo album è strepitoso. A parte la title track (Il Cannone), con un bel testo pacifista (inteso come "valore" e non come "schieramento politico"), c'è una scaletta di cover da urlo: Luglio Agosto Settembre Nero, Goodbye Pork Pie Hat, Redemption Song e una versione di Invisible Sun in italiano, tutte nel loro inconfondibile stile sperimentale-virtuoso epperò fedeli all'anima originale dei brani.
E ovviamente sono curioso di sentire dal vivo la nuova cantante Luisa Cottifogli (già peraltro conosciuta ed apprezzata nel piccolo mondo della sperimentazione vocale italiana) che non sembra affatto sfigurare al paragone con il "fu" J. De Leo.
Seguirà -spero- resoconto, stay tuned.