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venerdì, 18 aprile 2008
(solo per estimatori) Sentieri di Seth

Signori, sono lieto di annunciare che nel sito La Strategia dell'Ariete del collettivo di scrittori Kai Zen, è on line un mio breve racconto.

Si trova nella sezione chiamata Sentieri di Seth -racconti apocrifi che delineano trame parallele alla vicenda narrata nel romanzo principale- ed è quindi esso stesso un racconto apocrifo (e chi sa cosa significa apocrifo ora potrebbe dirmi "grazie al cazzo"), ambientato nella Gallia Celtica, nel 54 A.C.

Ci sarebbe pure il link diretto al mio racconto, ma preferisco darvi quello della pagina perché merita, perché di racconti ce ne sono diversi altri molto interessanti e perché chissà, magari vien voglia di scrivere anche a voi.
Comunque con le coordinate spazio-temporali che ho dato qualche riga fa è facile trovarlo, e poi se state leggendo qui sapete pure che mi chiamo Mario, dunque non avete scuse.

Attenzione però.
Ne sconsiglio vivamente la lettura a chi non abbia ancora letto il romanzo La Strategia dell'Ariete: questi racconti apocrifi, per forza di cose, devono dare per scontate un sacco di cose che si suppone il lettore conosca già (perché ha letto il libro, appunto).

O meglio: consiglio vivamente la lettura del romanzo La Strategia dell'Ariete a tutti coloro che non l'hanno ancora letto, in primis perchè vale la pena, e poi ovviamente perchè dopo potranno apprezzare appieno anche i racconti apocrifi, e in particolare il mio.

Ultima nota: in fondo al raccontino c'è una breve nota sui personaggi e le vicende (in sintesi, cosa è storico, cosa è inventato e cosa ci si potrebbe ancora inventar sopra) e sulle principali fonti bibliografiche che ho utilizzato. Vedi mai che a qualcuno siano utili.
E comunque, nel caso ne possiamo sempre parlare qui.

Ci si.

Postato da: ubimario a 18/04/2008 01:12 | link | commenti (2)
libri, internet, scrittura collettiva, robe che scrivo

mercoledì, 16 maggio 2007
Ubi Maior is still alive

In questi prossimi giorni sarò un po' più libero da impegni strettamente lavorativi, e quindi potrò finalmente aggiornare questo blog, tanto trascurato che la maggior parte dei miei lettori (vale a dire Alessandro, Stefano e Giuseppe) hanno cominciato a dar segni di insofferenza.

E comincio dando qualche notizia sugli Ubi Maior. Il gruppo esiste ancora, sprizza energia da tutti gli ampli e se ultimamente lo showbiz ha parlato poco di noi è perchè siamo impegnatissimi nella composizione del nostro prossimo album!

 

Siamo ormai a buon punto, contiamo di concludere ed affinare i brani per luglio, in modo da entrare in sala di registrazione subito dopo l'estate (lo so, non ci riusciremo manco per il cazzo, se sarà pronto per natale sarà un miracolo, ma è bello dirlo lo stesso).

Ed ora, alcune anticipazioni che faranno andare in brodo di giuggiole i nostri fans (alcuni dei quali avranno anche la bontà di spiegarci cos'è, questo famoso brodo di giuggiole).

Dunque: Il disco ha un suo filo conduttore e una fonte di ispirazione principali (ma non esclusivi), legati all'opera a fumetti Sandman -creata da Neil Gaiman e pubblicata negli anni '90.

I testi saranno quindi delle robe cupeggianti, introspettive, dark, oniriche, ieratiche, mitologiche e insomma tutte queste belle cose che ci piace mettere per caricare ammodino il tessuto musicale.
Che ovviamente risentirà anch'esso dell'atmosfera di cui sopra.
Rispetto al primo album Nostos, le canzoni saranno di durata limitata ma non troppo (per intenderci: nessuna suite di 23 minuti, stavolta, però i pezzi di 10 minuti ci sono eccome), con strutture più definite ma anche maggiori spazi sperimentali. Rimarrà la grande energia del suono Ubi Maior, diretta però verso atmosfere sinfoniche oscure e a tinte forti. Un susseguirsi di vette himalayane e di abissi profondi, corse sicure e sperdimenti caotici. Bello eh? 

Che dire ancora? Le canzoni saranno in tutto sette; e la grafica anche stavolta è stata affidata a Davide Pagin dello studio Idolon, che già aveva fatto uno splendido lavoro per il primo disco.

Con questo spero di avervi incuriosito almeno un po', e che per questo motivo acquisterete in massa il CD quando sarà nei negozi, e vi accalcherete numerosi per vederci suonare dal vivo.

Ahem, a proposito, giusto questa settimana suoneremo in pubblico...

Siamo stati inseriti in una serata musicale, che si terrà domenica 20 maggio al parco di Baggio (via Anselmo da Baggio, Milano). Il nostro concerto inizierà alle 20.00 circa.

In realtà si tratterebbe di un concorso di gruppi musicali, non abbiam capito benissimo ma tutto sommato non ci interessa più di tanto: per noi è soprattutto un'ora abbondante di concerto, in cui avremo l'occasione per suonare dal vivo i brani del nuovo disco e valutarne l'impatto (in realtà l'avevamo già fatto a marzo al BluesHouse, ma allora il pezzo nuovo era uno solo, mentre adesso ne presenteremo quattro su sette).

Per cui venite a vederci, che poi vi intervistiamo.

 

UPDATE - coordinate del concerto:

Luogo: Parco di Baggio (via Anselmo da Baggio, Milano). Il concerto è all'aperto,ed organizzato da Unaltromondo Onlus (anche se nel loro sito non ho visto nulla al riguardo).

Data e ora: Domenica 20 maggio 2007, ore 20.30.

Prezzo: l'ingresso è gratuito (forse con sottoscrizione),

 


Postato da: ubimario a 16/05/2007 18:59 | link | commenti (7)
musica, fumetti, me stesso, ubi maior, robe che scrivo, robe che canto

martedì, 17 gennaio 2006
UbiMaRiot

Ovvero un piccolo "resoconto emozionale" dell'incontro avvenuto il 18 dicembre 2005 al Riot Store di Milano, dove KaiZen ha presentato i frutti del proprio giardino.

Emerson Krott: chi è costui?

Visto che emozionale dev'essere, diciamo subito che per me la cosa più emozionante è stata trovarmi per la prima volta in un'occasione pubblica in cui qualcuno veniva identificato col nome di  Emerson Krott, e si è comportato come se si fosse chiamato davvero così.
Quel qualcuno ero io, ed era anche
Alessandro. Ed anche Anna Luisa, Mara, Simona, Franco o Paolo, se fossero stati presenti.
Insomma, Emerson Krott è un gruppo di persone.

Ma solo da quando Emerson Krott è anche l'autore del libro "La Potenza di Eymerich".
Prima di tutto questo, Emerson Krott è uno scrittore inventato: l'autore del libro inventato "L'invasione degli umani" di cui alcuni capitoli fanno parte del libro (reale, stavolta) di WuMing2 "Guerra agli Umani".
Coincidenza, Guerra agli Umani veniva pubblicato proprio mentre alcune persone (sconosciute l'un l'altra) scrivevano insieme La Potenza di Eymerich, nell'ambito di un esperimento per molti versi legato al collettivo Wu Ming. E quindi a loro volta stavano per diventare un autore collettivo, ancora senza nome...

Ed ora, il resoconto.

All'incontro sono arrivato in tram. Ora, prendere due tram a Milano può sempre avere un che di avventuroso, ma parlarne qui potrebbe risultare un po' prolisso, e poi non vorrei finire fuori tema.
Per cui preferisco rinunciare al reportage di viaggio ed andare invece subito al sodo: che cosa è successo al Riot e cosa ha significato per me.
Innanzitutto, è stato un incontro con "amici che non ho mai visto".
E' diventata una cosa usuale, ormai, in questo tempo di newsgroup e mailing list, quasi la sequenza normale della frequentazione fra umani. E personalmente mi è anche già capitato, ma fa sempre un certo effetto, ed è sempre una bella sensazione.
Vedo quindi finalmente Alessandro: un altro dei volti di Emerson Krott, un'altra tessera del mosaico di cui faccio parte da quando abbiamo composto la Potenza di Eymerich.

E KaiZen al quasi-completo: le eminenze grigie, le levatrici che del nostro piccolo romanzo totale hanno seguito la gestazione e la nascita.
Altri ugualmente "mai visti" sono i nostri "cuginetti" a vario titolo colpevoli di un altro romanzo totale,
Spauracchi.
Ci si incontra, ci si presenta, ci si gingilla con le copie delle nostre "creature", ci si dispiace per le assenze, ci si scambia un po' di emozioni, e ci si tiene per sé tutte le altre.
E si parte. I KZ rompono il ghiaccio davanti alla piccola platea, cominciano a raccontare dei progetti passati, di quelli in corso e di quelli futuri. Creano un ambiente concreto eppure scanzonato, ci mettono a nostro agio.

E in capo a pochi minuti ci sentiamo tutti pronti, e parliamo.
Si parla di tante cose: l'esperimento di scrittura totale, la genesi dei due romanzi, le interazioni fra i partecipanti, qualche retroscena. Si libera l'energia.

Energia (mi permetto di saccheggiare questa impressione "a caldo" della mia amica Alexandra, cui sono grato per essere stata presente alla presentazione ma estranea all'esperimento).

È vero. Nella saletta del Riot c'era un mucchio di energia, che ci ha portato a voler condividere con tutti quanti la nostra "esperienza di scrittura".

A raccontare in dettaglio tutti i meccanismi del gioco: l'importanza delle regole (le scadenze ravvicinate per la stesura dei capitoli, il numero delle battute), del mettersi in gioco in maniera trasparente, dell'essere all'occorrenza reciprocamente brutali nella critica, della (parziale) rinuncia al proprio ego "da scrittore".

A parlare di come l'autore collettivo può superare i limiti dell'autore singolo. Di come lo scrivere può diventare un gioco (non necessariamente di ruolo). E di tanto altro, ovviamente..

Ma è soprattutto importante notare che ciascuno raccontava perché tutti gli altri capissero, e affinché qualcuno potesse a sua volta aggiungere qualcosa. Sono state spacciate idee ed esperienze preziose a piene mani, senza paura ne gelosia.
Insomma, mi è parso che nella rievocazione ciascuno di noi stesse -forse inconsciamente- cercando di ricreare l'atmosfera dell'esperimento.

E il risultato è stato positivo e sorprendente.

Un mucchio di energia.

(Nota: Alcuni brani tratti da questo mio resoconto sono stati inseriti, con mia grande soddisfazione, nell'ultima uscita di Giap!, la newsletter di Wu Ming, distribuita proprio oggi  ^__^)

Postato da: ubimario a 17/01/2006 22:38 | link | commenti (1)
libri, me stesso, scrittura collettiva, emerson krott, robe che scrivo

sabato, 14 gennaio 2006

In quegli anni infine, noi italiani, si stava appresso a uno, ch'era straniero a noi, e si pendeva dalle sue parole prima di moverci in una direzione o nella contraria: uno di quegli omini detti forti, di quelli che fin dalla culla avevan potuto fare a loro modo e garbo, era. E come loro si credeva e ci convinse di saper disporre del corpo, della stessa vita e morte delle persone, e addirittura di popoli interi, per sovrammercato chiamando dio a testimone. A testimone di sè, dico.

Postato da: ubimario a 14/01/2006 02:38 | link | commenti
politica, robe che scrivo

martedì, 18 ottobre 2005
Memobox e tagli

C'erano una volta gli Ustmamò. Ve li ricordate? Band di gran talento e ottime idee, fresche e sofferte: una delle cose migliori che c'erano in giro negli anni 90. Non so che fine abbiano fatto, probabilmente si sono sciolti. Memobox era il titolo di una loro canzone. Il testo conteneva fra l'altro un campionario di annunci economici hard, che subito dopo l'effetto divertente avevano il potere di farti pensare al disagio che ci stava dietro.
Appunto. Cosa c'è dietro un annuncio economico? Te lo sei mai chiesto?
C'è sempre una persona, e c'è sempre una storia, dietro un annuncio economico.
Bene. Da quest'idea, un'amica che non ho mai visto ha fatto nascere un piccolo esperimento di letteratura spontanea di seconda mano (non saprei come definirlo meglio).
Si chiama Tagli, ed è un posto dove (credo ogni settimana) semplicemente compare un annuncio economico ritagliato da qualche giornale recente.
Lo scopo è questo: chiunque legge l'annuncio può immaginarsi la storia che ci sta dietro, e scriverla.
Il sito è in piedi da pochi giorni, ma già c'è chi comincia ad inventare storie, e a raccontarle...

Postato da: ubimario a 18/10/2005 01:27 | link | commenti (4)
fuffa, internet, scrittura collettiva, robe che scrivo

giovedì, 13 ottobre 2005
Ubi Maior - Nostos

Nostos     

Lungamente atteso, ecco che a Pisolandia arriva lo spam !
Inauguro qui infatti un'attività di bieca autopromozione che voglio continuare a lungo, a favore mio o di amici miei che scrivono, suonano, dipingono o fanno qualcosa che sia degno di nota.

E insomma, per farla corta: Ubi Maior è una progressive rock band di Milano, della quale il sottoscritto fa parte nel ruolo di cantante, e Nostos è il titolo del nostro primo album, appena prodotto per l'etichetta BTF!

La prima fatica! Le registrazioni ed il mixaggio in studio ci hanno portato via più di tre mesi (ovviamente non a tempo pieno), ma in compenso la precedente preparazione dei brani ha richiesto molto più tempo, anche anni (penso soprattutto alla title track, la suite Nostos -giustificata però da durata e complessità notevoli). E adesso che il disco è lì in vetrina, la sensazione è strana. La soddisfazione è quasi superata dal desiderio di partire con un nuovo lavoro, di mettere in pratica idee ed esperienza accumulata.

Nel frattempo incrociamo le dita.

Ma tu che leggi queste righe, fatti prendere dalla curiosità: prova a scaricare ed ascoltare i nostri brani che trovi qui in versione demo. E se proprio ti siamo piaciuti,  dacci una mano a sopravvivere in questo mondo malvagio e profittatore dello show-business, e compra on line una copia del CD!

Postato da: ubimario a 13/10/2005 16:37 | link | commenti (1)
musica, ubi maior, robe che scrivo, robe che canto