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giovedì, 13 marzo 2008
Saprei trovare le parole per ridere con te..

Si è parlato molto della manifestazione pro-moratoria sull'aborto organizzata sabato scorso da un noto direttore di giornale sovrappeso. O meglio: se ne è parlato molto prima che avesse luogo. Del perché non se ne sia parlato così tanto anche dopo, il motivo sembra chiaro.
Non che io abbia voglia di parlarne ancora, e difatti preferisco lasciare il commento ai versi immortali del poeta:


Postato da: ubimario a 13/03/2008 10:36 | link | commenti
video, idioti, preti

martedì, 17 luglio 2007
Priests, again.

Non è che voglia rinfocolare le risse su questioni tipo preti e pedofilia (su cui en passant mi limito a registrare il persistere del silenzio generale), o linciaggi anticlericali. Non sia mai, per carità.
(questo qui sopra è una cosa che ultimamente viene chiamato "disclaimer", ma che un tempo si chiamava in un altro modo)

Questa qui sotto è invece una notizia ANSA di oggi, di cui faccio un copia-incolla totale a memoria futura (dato che resterà su questa pagina per un periodo limitato).
Non lo commento neppure.
Giusto tre considerazioni:

1) Come per i bambini, anche qui si tratta di una categoria "debole", e in quanto tale a forte rischio di essere affidata alle cure dei preti (da parte di un numero sempre troppo alto di creduloni che spesso si fidano più di una sottana nera e di un crocifisso che di esperienze e competenze dimostrate).

2) Questo istituto, in quanto "gestito da una Fondazione di proprietà della Curia Arcivescovile di Cosenza", non paga l'ICI.

3) Lo so che nella chiesa cattolica ci sono preti con un cuore così e due palle anche più grosse. E' anche per rispetto a loro, che fenomeni del genere vanno colpiti fino in fondo, e in tutte le loro ramificazioni pelose (cfr in proposito l'agghiacciante commento finale dell'arcivescovo).

E ora leggete, s'il vous plait.


Istituto lager, in manette sacerdote nel Cosentino

SERRA D'AIELLO (COSENZA) - L'ex presidente dell'Istituto di Assistenza Sociosanitaria Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello, il sacerdote Alfredo Luberto, di 49 anni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Insieme a Luberto è stato arrestato un ex componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto, Fausto Arcuri, di 40 anni. I due arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Paola Alfredo Cosenza, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Eugenio Facciolla, che da tempo conduce un'inchiesta sui presunti illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione dell'Istituto Giovanni XXIII. L'istituto Papa Giovanni è gestito da una Fondazione di proprietà della Curia Arcivescovile di Cosenza.
Don Alfredo Luberto, Arcuri ed altri indagati, che nell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Facciolla sono complessivamente 24, avrebbero costituito un comitato d'affari che si sarebbe appropriato di parte dei fondi destinati dalla Regione all' Istituto Papa Giovanni, determinando una grave situazione di dissesto finanziario nella gestione dell'ente. Agli arrestati viene contestata anche l'appropriazione indebita. Gli illeciti nella gestione dell'istituto sarebbero andati avanti per anni consentendo, secondo quanto hanno riferito investigatori ed inquirenti, alle persone coinvolte nell'inchiesta e in particolare, a Don Alfredo Luberto ed Arcuri, di accumulare consistenti capitali.

SEQUESTRATO ISTITUTO ASSISTENZA
La Guardia di finanza sta eseguendo il sequestro preventivo dell'Istituto di assistenza socio-sanitaria Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello. I finanzieri stanno anche eseguendo il sequestro di un appartamento, definito "di lusso" da inquirenti ed investigatori, di proprietà di don Alfredo Luberto e ritenuto provento della presunta attività illecita svolta dal sacerdote nella gestione dell'istituto di assistenza. Agli arrestati viene anche contestato il reato di abbandono di incapace in relazione alle condizioni di degrado in cui sono stati costretti a vivere le persone ospitate nell'Istituto di assistenza.
Restano nell'istituto i 363 degenti del Papa Giovanni XXIII. Il sostituto procuratore della Repubblica Eugenio Facciolla, titolare dell'inchiesta, ha infatti disposto l'affidamento in custodia giudiziale delle struttura, che continuerà così a svolgere la propria attività. "Sperando - ha detto Facciolla all'Ansa - che nel frattempo Regione Calabria, Azienda sanitaria e Curia arcivescovile di Cosenza si mettano finalmente d'accordo su chi deve mettere in atto gli interventi per migliorare le condizioni strutturali dell'istituto, risolvendo una grave questione che si trascina da anni a discapito dei degenti. Interventi che sono, tra l'altro, estremamente urgenti".

CASI DI SCABBIA TRA DEGENTI ISTITUTO
Sono molti i casi di scabbia tra i 363 degenti dell'istituto di assistenza Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello, sequestrato dalla Guardia di finanza. La scabbia, secondo quanto è emerso dalle indagini, è stata provocata dalle condizioni di abbandono igienico e strutturale in cui si trova l'istituto malgrado la presenza di 900 dipendenti. La struttura versava da anni in una situazione di caos gestionale che rendeva molto precaria anche l'assistenza ai degenti, molti dei quali ospitati nell'istituto da anni.

INDAGINI SU EX ARCIVESCOVO DI COSENZA
La Procura della Repubblica di Paola sta svolgendo indagini sull'ex arcivescovo di Cosenza, mons. Giuseppe Agostino, nell'ambito dell'inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dell'Istituto di assistenza Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello. E' quanto si è appreso da fonti giudiziarie. In particolare la Procura di Paola e la Guardia di finanza stanno verificando l'operato di mons. Agostino in relazione alla mancata rilevazione degli illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione dell'istituto, con particolare riferimento all'appropriazione di fondi e di beni di proprietà dell'istituto. Situazione che ha determinato il dissesto finanziario dell'ente, con conseguente degrado strutturale ed igienico dell'Istituto.

VESCOVO: SPECULAZIONI NON VANNO NELLA DIREZIONE DELL'IDEA FONDATIVA DELL'ISTITUTO
"Vivo quest'ora di sofferenza assieme alla mia Chiesa confidando come sempre nell'operato della Magistratura". Così l'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, ha commentato gli arresti effettuati stamani nell'ambito dell'inchiesta sull'Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello. "E' l'ora della croce - ha aggiunto - che sarà certamente momento di purificazione e di rinascita per questa Chiesa che da sempre è stata segno di speranza donando alla terra di Calabria figure eccelse di laici e di preti. Sento di poter dire alla nostra gente una parola di fiducia dopo l'episodio che vede un prete così pesantemente imputato, per un rinnovato cammino di fedeltà a Dio e all'uomo". "Mi riservo di ritornare su questo triste episodio - ha concluso mons. Nunnari - che racchiude in sé la storia di un' Opera nata dal cuore di un sacerdote, don Giulio Sesti Osseo, per un gesto di attenzione agli ultimi e fatto oggetto oggi di interessi e speculazioni che non vanno nella direzione della idea fondativa".

Postato da: ubimario a 17/07/2007 22:05 | link | commenti (4)
politica, idioti, preti, galleria degli orrori

domenica, 01 luglio 2007
FTM - Che fine ha fatto Baby-Priest?

(FTM starebbe per Fuori Tempo Massimo. Cioè un post scritto in un momento "sbagliato", ovvero quando dell'argomento in questione non ne parla più nessuno)

L'argomento è, in sintesi, la famigerata Crimen Sollicitationis e successive modifiche. Dopo che l'anno scorso un giornalista BBC ci ha fatto un documentario-inchiesta, dopo che quest'anno qualcuno ha messo al documentario i sottotitoli in italiano e lo ha fatto girare in rete, dopo che il mese scorso Santoro ci ha fatto sopra la sua bella puntata da 22% di share, dopo che tutti (politici, giornalisti, showmen, e tanto più quanto meno qualificati per farlo) si sono sentiti in dovere di esprimere la loro opinione, ebbene:

a distanza di un paio di settimane non ne parla più nessuno.
E -peggio- nessuno sa come stanno le cose.

Ovviamente non parlo delle questioni marginali, come il fatto che i preti siano o meno pedofili, o che il documentario della BBC fosse o meno di parte.
E' chiaro che fra i preti, come fra i non-preti, si trova una piccola percentuale di pedofili e abusatori di minorenni. E per me è anche abbastanza chiaro che il documentario, pur portando un buon numero di fatti concreti, fosse piuttosto di parte e sensazionalistico. Ma queste, dicevo, sono sciocchezze (epperò queste sciocchezze sono stati anche i temi più affrontati nel dibattito mediatico, qualcosa vorrà pur dire). 

Quello che ancora non si sa è la questione vera, quella più grave: se in Italia un prete cattolico viene a sapere che un altro prete cattolico è un pedofilo e abusatore di minorenni, lo deve immediatamente denunciare alla magistratura italiana, oppure no?
Lo Stato Italiano ha avviato le necessarie indagini per verificare se questo accade, oppure no?

Io, nel mio piccolo, non ne so nulla. E questo mi preoccupa un po'.
Per dire le cose come stanno: nel caso non ci fossero sufficienti assicurazioni che la Chiesa Cattolica prescriva la denuncia immediata alla magistratura italiana, ci si troverebbe di fronte a un reato di intralcio alle indagini, commesso da un esponente del clero cattolico con il benestare della sua Chiesa di appartenenza.

E' chiaro che in una situazione simile ci rimarranno i giustificati sospetti sulla corporatività della Chiesa (corporatività che -vista la gravità del reato- assume i contorni inquietanti del favoreggiamento, per non dire altro).
Ma è ancora più preoccupante che lo Stato, avallando col silenzio e l'inazione questi comportamenti, ammetta di fatto la propria subordinazione alla religione.

Sarebbe questo lo stato laico in cui viviamo?

(spero sempre che qualcuno meglio informato di me mi sbugiardi e mi risollevi il morale, eh)

Postato da: ubimario a 01/07/2007 23:49 | link | commenti (18)
politica, idioti, preti, galleria degli orrori

sabato, 30 giugno 2007
Fondamentalismo e convivenza

Una donna musulmana (Dounia Ettaib, vicepresidente lombarda dell’Associazione donne marocchine in Italia) è stata aggredita e minacciata ieri. Sono stati due uomini musulmani, per il fatto che tre giorni fa aveva capeggiato una manifestazione in favore delle donne musulmane.
Da parte della politica non ho ancora sentito un commento, nè un'azione.
In verità dalla destra mi aspetto ben poco di sensato. Quello che mi fa star male è il silenzio della sinistra e del governo. Vedo tutti parlare di Veltroni e del PD, e degli equilibri politici.
Gli stessi equilibri -temo- che frenano una presa di posizione decisa, forse per paura di passare per xenofobi, razzisti etc.
Siamo seri. Forse che condannare e perseguire il fondamentalismo religioso ci impedisce di volere una società multietnica e multiculturale?

Credo che non ci si possa nascondere dietro il solito dito. Il fondamentalismo islamico è un problema anche per l'Italia, e dopo l'aggressione e la minaccia esplicita non possiamo far finta che non sia un problema grave. Credo che ci sia il modo di separare l'islam fondamentalista e violento da quello che invece è aperto all'integrazione sociale, perseguire il primo e proteggere il secondo. Con le leggi, con la cultura della convivenza, ed anche con le forze dell'ordine, se del caso.

Perseguire il primo. La sinistra deve prendere una posizione decisa. I capi spirituali musulmani in Italia devono prendere una posizione decisa. Non si può appoggiare e neppure comprendere o giustificare un atto di violenza per motivi religiosi.

Proteggere il secondo. Al vescovo Bagnasco abbiamo dato una scorta perchè qualcuno gli aveva scritto "Vergogna" con la vernice. A Dounia Ettaib invece hanno messo le mani addosso, eppure a quanto mi risulta lei la scorta non ce l'ha ancora. Immagino che abbia paura, anche se dichiara che si muoverà normalmente. So che se le succede qualcosa, avremo anche lei sulla coscienza.

E ora datemi del razzista.

***

PS. A proposito di chiusura culturale: a causa di questi fatti son fioccati i servizi radio e televisivi in cui si torna a fare grande sfoggio di pronuncia anglosassone tramite il toponimo "Viale Ienner". Non so cosa ne pensate, voi ed il povero medico in questione. Ma a me, l'ignoranza crassa milanese assurta a vulgata corrente, fa cagare vermi.

Postato da: ubimario a 30/06/2007 20:10 | link | commenti (11)
fuffa, politica, preti

sabato, 10 febbraio 2007
Dico. La CEI: una minaccia per la società italiana.

Il titolo sintetizza la presa di posizione dei vescovi italiani nei confronti del DDL che regolamenta le convivenze. E parimenti sintetizza la mia personale opinione sui vescovi medesimi.

Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Postato da: ubimario a 10/02/2007 17:35 | link | commenti (7)
fuffa, politica, idioti, preti

mercoledì, 16 novembre 2005
Prendiamo una data a caso, per es. il 14 novembre

Teo-condom

"La Chiesa in Italia e in ogni paese non intende rivendicare per sé alcun privilegio ma soltanto la possibilità di adempiere alla propria missione nel rispetto della laicità dello Stato"
Uao, ho pensato, dopo aver scoperto che a dire questo non era un prete valdese ma il papa cattolico Ratzinger.
Ero ovviamente ignaro del fatto che quello del papa era in realtà un commosso ringraziamento a Casini, che come ogni buon padrone di casa aveva appena adornato la Camera dei Deputati con una targa che commemora papa Wojtyla.
Vabbuò, che c'è di strano, la Camera sarà tappezzata di targhe.
E invece no. Ce ne sono pochissime, e l'ultima fu messa da Mussolini nel 1936 (e fu chiaramente tolta nel '46, chissà cosa c'era scritto). In parole povere: questa è la prima targa che mettono da quando c'è la Repubblica.
Alla luce di tale scoperta, le parole di Ratzinger assumono un significato più realistico: "La Chiesa rispetta la laicità dello Stato, almeno finchè lo Stato continua a comportarsi da fedele, devoto, suddito".
Volevo ben dire. Mi sento quasi sollevato.

La pillola è assassinio, il fosforo è prevenzione

Nello stesso momento, ad Assisi, il cardinale Ruini spiega ai vescovi riuniti come ci si pulisce il culo con la laicità dello Stato.
Per fornire una serie di validi esempi, il buon Ruini si impiccia di tutto quello che può.
La pillola RU486 (e fin qui, ormai ci siamo abituati)
La Finanziaria, vista con approvazione quando concede le elemosine per le famiglie epperò le nega se le famiglie non sono famiglie standard.
Il processo di democratizzazione in Iraq, che deve assolutamente continuare.
Ancora la Finanziaria, che però nel contenere la spesa pubblica non dovrebbe incidere sulle fasce più povere (no, non ha detto che andrebbero tassati di più i ricchi, non lo dirà mai, ha detto solo che non vanno eliminate le elemosine di cui sopra)
Ha parole commosse e amorevoli per le fondazioni bancarie che mettono le mani sui fondi per la ripresa del sud.

Tra tutti i discorsi che animano lo Stato laico negli ultimi giorni, soltanto su una cosa Ruini tace: il fosforo bianco di Falluja.

Sostegno alle famiglie

Nello stesso momento, al Vittoriale, la signora Adelina Parrillo cercava di entrare per assistere alla commemorazione dei caduti di Nassirya, militari e civili. Cercava di entrare perchè fra questi caduti civili c'era il suo compagno, il padre di suo figlio, l'uomo con cui conviveva da 12 anni.
Però non erano sposati.
Non erano una famiglia standard.
Questo è il motivo per cui non le è spettato niente di ciò che spetta a tutte le altre vedove di guerra.
Questo è il motivo per cui nella lista degli invitati per la commemorazione, fra onorevoli e colonnelli, il suo nome non c'era.
Non le è stato permesso di entrare. E' stata allontanata da tre agenti in borghese.

Ah, il lieto fine è che ovviamente seguiranno le scuse del Governo.

Postato da: ubimario a 16/11/2005 00:34 | link | commenti (9)
politica, idioti, preti, galleria degli orrori

sabato, 24 settembre 2005
Creazionismo vs. scienza

Solo un link, al sito di Luca Enoch (non vi spiego chi è Luca Enoch perchè se leggete questo blog siete obbligati a saperlo), in cui dice la sua a proposito della grottesca guerra pseudoscientifica che la scuola di pensiero creazionista conduce contro quella evoluzionista. In pratica, una guerra per la legittimazione del ciarlatanesimo.

Ecco l'articolo: chiaro, ironico, incisivo, e, soprattutto, vero.

Buona lettura! 

Postato da: ubimario a 24/09/2005 20:11 | link | commenti
fuffa, politica, internet, preti, non-idioti