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lunedì, 10 dicembre 2007
Dovere

“Dopo 4 anni di guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”

Solo per dovere la riporto, come a volte faccio con le cose punite dalla censura.
Non certo perchè la battuta in sé mi abbia entusiasmato, anzi. Ma il punto è un altro.

Come si sa, per questa frase Giuliano Ferrara ha fatto licenziare Daniele Luttazzi da La7.

Ora, probabilmente secondo Ferrara il logico risultato della punizione doveva essere il recupero della propria dignità offesa di fronte al pubblico televisivo tutto.

...e ora chi glielo dice che invece io e il popolo bue ne abbiam dedotto QUESTO?




(coupable, ça va sans dire, l'ineffable Makkox)

Postato da: ubimario a 10/12/2007 20:33 | link | commenti (5)
politica, fumetti, internet, idioti, galleria degli orrori, giornalisti e media

martedì, 11 settembre 2007
Kanemakkox

Probabilmente sto scoprendo l'acqua calda, ma ve lo dico lo stesso.
Da un paio di mesi mi diverto a leggere le scorribande grafiche di un tal Makkox, alias Marco Dambrosio. Temo che, parlando di fumetti leggibili in rete, sia quanto di più vicino al puro genio.
Sinteticamente, leggendo le sue strisce verticali mi sono convinto che questo tizio sia il figlio illegittimo di
Andrea Pazienza. Ci si rifà tantissimo, a diversi livelli, e lo fa davvero bene. Non copia, fa evolvere.
Qui sotto un esempio, solo lontanamente indicativo delle capacità del ragazzo (spero che non sia un problema metterlo qui, d'altronde questo post è una sviolinata indegna, oltre ad essere farcito di links che portano alle sue pagine ufficiali).

Magari in un altro momento ne parlerò con maggior dettaglio, oppure aspetterò che lo faccia Vanamonde e mi limiterò a infestare di commenti il suo blog.

Per il momento vi invito a leggere le sue strisce:

quelle sul suo blog Canemucca (le migliori, secondo me)

la serie Piera Insàid

la serie Fly (una strip di mosche in b/n, con lo pseudonimo di Chris Osmoz)

The Rufus Cut (insetti su un set)

Jeppo 'o killer, pubblicato nella sezione Fumetti del sito webgol.

Postato da: ubimario a 11/09/2007 16:17 | link | commenti (3)
fumetti, internet, non-idioti

lunedì, 10 settembre 2007
Neil Gaiman a Mantova

In due giorni e poco più al Festival della Letteratura, alla fine di cose se ne sono viste.

Ovviamente non potevamo andare dappertutto, e quindi abbiamo scelto di far visita ad alcuni autori, più o meno irrinunciabili, e lasciar perdere tutto il resto o quasi.

E intanto c’è subito da dire una cosa. Com’era prevedibile, la gente ha assaltato in massa pochi eventi e pochi autori, che sono poi i soliti, o quelli di moda in questi mesi. Ed ora che son tornato e ho guardato un po’ di notizie, vedo che anche la copertura giornalistica della manifestazione ha riguardato –salvo poche eccezioni- quegli stessi pochi autori.

Questo è alla fin fine il problema del giornalismo e dell’informazione in genere. Le notizie che passano sono sempre le stesse. Tutti i mezzi di informazione trasmettono le stesse notizie, le stesse interviste, le stesse dichiarazioni delle stesse persone, gli stessi fatti di cronaca. E tacciono tutto il resto. In ambito culturale, questo significa che l’attenzione dei giornalisti è rivolta sempre e comunque verso gli scrittori di best seller, quelli che hanno vinto premi, quelli dalle cui opere è stato tratto un film di successo, quelli che appartengono al mondo della televisione, o quelli su cui le case editrici stanno investendo molto. Mi piacerebbe se un giornalista culturale volesse raccontare e far conoscere ai suoi lettori anche libri ed artisti meno conosciuti, ma che lui reputa interessanti. Si trova nella posizione ideale per farlo. Si tratta solo di correre il rischio delle proprie opinioni abbandonando l’articolo-fotocopia. Ma ciò non succede. O quasi tutti i giornalisti apprezzano gli stessi autori, o quasi nessuno è in grado di assumersi la responsabilità e il rischio di cui sopra. Peccato.

A pensarci, la situazione è molto coerente con quanto diceva Neil Gaiman venerdì sera: “Ho l'impressione che un autore diventi più reale se viene tratto un film dal suo lavoro. Per la gente esisti solo se ti conoscono tramite la pellicola. Se non è stato tratto un film dalle tue opere non ti considerano. Invece con un film all'attivo tratto da un tuo romanzo la gente potrà pure non conoscerti, ma sa chi sei. E ti chiederà se magari hai scritto altre cose che conoscono. Io rispondo loro: non lo so, come diavolo faccio a saperlo?”

Ed ora, facciamo un po' di resoconto. 

Neil Gaiman

Abbiamo assistito a due incontri con Neil Gaiman, uno venerdì sera, intervistato dal bravo Matteo Stefanelli, e uno sabato sera, ospite dei ragazzi volontari del festival.

Difficile parlare in breve di Neil Gaiman. Il “Dictionary of Literary Biography” lo considera uno dei dieci maggiori autori post-moderni viventi. Il suo Sandman è considerato una delle massime opere a fumetti del mondo. Ha ottenuto successi internazionali con tutti i suoi romanzi (American Gods, Anansi Boys, Stardust, Neverwhere), in cui riesce a coniugare elementi magici e reali, temi assoluti, divini e quotidiani con profondità e semplicità disarmanti. Le sue opere per l’infanzia (Coraline, Lupi nei muri) parlano al bambino quasi come a un adulto, estremamente attente e tenere insieme. Il suo blog (qui nella traduzione italiana) è il più visitato al mondo fra i blog di scrittori (al proposito ha detto: “Quando mi chiedono come faccio, io rispondo: non è così difficile, è stato sufficiente averlo aperto a febbraio del 2001 ed aggiornarlo quotidianamente”). Il 12 ottobre uscirà in Italia il film Stardust, tratto dall’omonimo romanzo, entro fine anno uscirà Beowulf, di cui ha scritto la sceneggiatura, e nel 2008 uscirà il cartone animato Coraline, tratto dal suo romanzo per bambini.

Tutto ciò fa supporre che fra qualche mese anche Gaiman entrerà a far parte di quel gruppo di autori seguiti passo dopo passo dalla stampa e dalle masse oceaniche. Per ora fortunatamente non è così, e ad oggi l’unico articolo che racconta i suoi interventi a Mantova è quello presente su Fantasy Magazine (una buona trascrizione dell’intervista di venerdì sera).

Detto questo, Gaiman visto di persona è semplicemente fantastico. Molto disponibile, aperto e diretto, per niente divo, pieno di gentilezze nei confronti dell’intervistatore, del traduttore e del pubblico. Valorizza ed arricchisce tutte le domande che gli vengono poste. Parlare con i suoi lettori gli piace tanto, e gli piace farlo liberandosi del piedistallo dove fatalmente si trova. Sorride sempre, mette a suo agio l’interlocutore con grazia e naturalezza. Le sue risposte sono brillanti e mai banali, ed accompagnate da espressioni e gesti che spesso le rendono divertentissime. Proprio bravo, un piacere starlo a sentire.

Parla (in un inglese perfetto e senza inflessioni) di tante cose. Ovviamente dei due libri recentemente tradotti in italiano (Buona apocalisse a tutti e Il cimitero senza lapidi e altre storie nere). E dei film in uscita, e del perché l’industria cinematografica si stia finalmente buttando sui filoni a lui congeniali, con film tratti da opere fantasy e da fumetti (la sua risposta: “Semplicemente, prima non li poteva fare perché non c’era la tecnologia sufficiente”)

Ma parla anche delle differenze che ci sono tra scrivere un romanzo, un fumetto, una sceneggiatura:

“Nel libro si scrive esattamente la storia come sarà, nel fumetto si scrivono delle istruzioni per il disegnatore. Nel film, infine, è come stendere un piano di battaglia, bisogna definire le posizioni di partenza, i movimenti, prevedere l’imprevisto”.

“Quando scrivo un libro non posso sapere come una pagina verrà letta dal lettore, se ad esempio salterà venti righe di descrizione per passare al dialogo successivo. Invece nel fumetto ho il controllo totale della lettura e del ritmo di lettura. Viceversa, col fumetto non sono padrone della narrazione quanto lo sono con un libro. In uno dei miei romanzi (nota di Mario: vi risparmio il titolo, nel caso non l’aveste letto) tutti i personaggi sono negri, epperò non lo scrivo mai esplicitamente, e il lettore viene a saperlo pian piano. Se fosse stato un fumetto, evidentemente ciò non sarebbe stato possibile e avrei dovuto rinunciare a questo strumento narrativo.”

Infine, sulla letteratura e sul fantastico:

“Non vedo sostanziale differenza fra la storia della letteratura e la storia del fantastico. Da quando esiste la letteratura esiste la letteratura fantastica. La letteratura realista, verista, quella priva di elementi magici o soprannaturali (NdM: Gaiman usa “mimetic”) è un’invenzione relativamente recente (NdM: cercando di darle una data di partenza, io e Stella siamo arrivati a Defoe. Chi offre di più?). Oggi si dà un nome a questo tipo di letteratura, per distinguerla come un sotto-genere, per lo più con connotazioni negative. Questo è avvenuto a partire da Tolkien. La sua opera ha avuto un effetto tremendo sulla letteratura, ha modificato il contesto di riferimento, è stato come mettere una pesante palla da bowling su un telo di gomma. Da allora, negli scaffali delle librerie esiste il genere fantasy, esistono autori fantasy e autori non fantasy. Ma io non vedo questa differenza di generi. E Tolkien stesso ha pubblicato il suo libro come una normale novel.”

Ha detto anche molto altro, ma per ora può bastare.

Ah, al termine del secondo incontro ho approfittato della sua disponibilità e mi sono avvicinato a lui mentre firmava M_Gaiman02autografi. Gli ho dato il testo di una delle nuove canzoni degli Ubi Maior (ispirate ai suoi lavori, come scrivevo qui), e per la precisione quella dedicata al Sogno, tradotta in inglese da Vanamonde. Gli ho dato anche una chiavetta USB con la più recente registrazione della canzone (fatta in sala prove, ma non era troppo male). Speriamo che la legga, l’ascolti, e gli piaccia.

Qui a fianco, foto buffissima che immortala il momento in cui Gaiman mi esortava a dargli l’mp3.

 

Prossimamente, i resoconti sugli altri incontri (fra cui Jonathan Coe, Diamanda Galás, John De Leo).

Stay tuned!

 

Postato da: ubimario a 10/09/2007 18:43 | link | commenti (17)
libri, fumetti, ubi maior, robe che canto, giornalisti e media

lunedì, 03 settembre 2007
Festival della letteratura

Quest'anno si va al Festival della letteratura di Mantova, che è una specie di fiera campionaria di scrittori e affini, e dura dal 5 al 9 settembre.
In realtà il motivo scatenante della mia presenza è stato uno degli avvenimenti accessori al festival. E cioè il concerto di Diamanda Galás sabato 8. Della sperimentazione vocale di Diamanda Galás e di quanto mi appassionino i suoi concerti ho già parlato qui. In ogni caso, questa qui sotto è la sua Gloomy Sunday, forse la più bella interpretazione al mondo di questa celebre e cupa canzone.

 

Dicevamo, una volta prenotato il concerto, ci si è messi a spulciare tutto il programma, trovando alcune graditissime sorprese.
Ed infatti si rimarrà in quel di Mantova per tre giorni, per assistere ai seguenti eventi:

Venerdì 7, ore 20:45
Palazzo di San Sebastiano
NEIL GAIMAN (CON MATTEO STEFANELLI)
Euro 4.00
Neil Gaiman è uno dei miei autori preferiti.
E per di più il prossimo album degli Ubi Maior, a cui stiamo lavorando da qualche mese e di cui sto terminando di scrivere i testi, ha come punto di partenza proprio la sua opera a fumetti Sandman. Tanto basta e avanza.
Lo intervista Matteo Stefanelli, che ho scoperto essere un ricercatore e studioso di fumetti. L'incontro si preannuncia molto interessante.

Sabato 8, ore 11:00
Palazzo Ducale - Cortile della Cavallerizza
ELMORE LEONARD CON PAOLO ZACCAGNINI
Euro 4.00

Sabato 8, ore 18:00
Teatro Ariston
John De Leo - CENTURIE, Reading visionario sui testi di Giorgio Manganelli
Euro 10.00
Sono curiosissimo. Altro concerto (chiamiamolo così), altra voce notevole. La voce di John De Leo, per chi non lo sapesse, è stata il marchio di fabbrica dei Quintorigo fino a un paio d'anni fa, ed è comunque un punto di riferimento nella sperimentazione vocale italiana.

Sabato 8, ore 21:00
Teatro Sociale
Diamanda Galás - CONCERTO
Euro 18.00
Dalla locandina: "La performance di Diamanda Galás sarà una serata di canzoni e composizioni, con una selezione di musiche sue e di testi dei poeti Henri Michaux, Cesar Vallejo, Paul Celan, Gerard de Nerval, Aime Cesaire e Adonis (Ali Ahmed Said) ma anche canzoni rese celebri da interpreti come Sofia Leonardou, Marlene Dietrich, Edith Piaf, Jaques Brel, e amanedhes (improvvisazioni vocali originarie di Smirne e cantate da greci, armeni, assiri e turchi) della Galás stessa"


Domenica 9, ore 12:00
Chiesa di Santa Paola
DIAMANDA GALÁS CON ENZO GENTILE
Euro 4.00
"...racconterà le sue scelte e i suoi riferimenti artistici, in campo musicale e non solo."


Domenica 9, ore 14:30
Chiostro del Museo Diocesano
Cristina Comencini, Irene Dische - SCRIVERE STORIE DI FAMIGLIA
Euro 4.00
Non conosco Irene Dische. Dalla locandina "ama scrivere grandi storie familiari. Affermatasi con Le lettere del sabato, in cui la guerra e le persecuzioni razziali sono vissute da un bambino attraverso le lettere del padre".
In realtà la nostra prima scelta era un altro incontro, fra la Comencini ed Enrico Franceschini, ma quando ho prenotato era già tutto esaurito.

Per inciso: nonostante si tratti di un festival della letteratura, i primi eventi ad andare esauriti sono sempre e comunque quelli dedicati a personaggi che hanno a che fare con i media di massa, televisione e giornalismo in primis.
Per dire, ho prenotato l'evento con Neil Gaiman di cui sopra, ma ce n'era un altro per il quale non avrei potuto perchè era sold-out. Ed è l'incontro fra lui e tale Taddia (uno degli autori di Ballarò e di Fiorello. Nientedimeno).

Domenica 9, ore 17:45
Palazzo della Ragione
Paola Antonelli, John De Leo - LA GRAMMATICA DEI MESTIERI
Pregi, difetti e rarità delle lingue specialistiche e settoriali
4 - La grammatica dei cantanti
Euro 4.00
Che dire, prenderò appunti...


A parte gli eventi prenotati, la vox populi narra che spesso è possibile trovare biglietti all'ultimo momento anche per eventi ufficialmente esauriti, o a imbucarsi in qualche modo.
E poi ci sono tanti appuntamenti fuori prenotazione. Fra questi, una serie di incontri chiamati BLURANDEVÙ. Dalla locandina: "gli autori rispondono alle domande dei volontari-conduttori di Festivaletteratura".
Da venerdì a domenica ci sono tre di questi incontri:

Venerdì 7, ore 22:30
Piazza Virgiliana
Giuseppe Cederna

Sabato 8, ore 22:30
Piazza Virgiliana
Neil Gaiman (O yea)

Domenica 9, ore 14:15
Piazza Virgiliana
Daniele Silvestri

Mah. Potrebbero essere delle occasioni interessantissime, oppure delle gran cagate. Dipende tutto da quali domande saranno in grado di porre i conduttori-volontari, e se sarà possibile partecipare anche per il pubblico. Speriamo.

Postato da: ubimario a 03/09/2007 10:35 | link | commenti (5)
musica, libri, fumetti, voci, video, ubi maior

mercoledì, 16 maggio 2007
Ubi Maior is still alive

In questi prossimi giorni sarò un po' più libero da impegni strettamente lavorativi, e quindi potrò finalmente aggiornare questo blog, tanto trascurato che la maggior parte dei miei lettori (vale a dire Alessandro, Stefano e Giuseppe) hanno cominciato a dar segni di insofferenza.

E comincio dando qualche notizia sugli Ubi Maior. Il gruppo esiste ancora, sprizza energia da tutti gli ampli e se ultimamente lo showbiz ha parlato poco di noi è perchè siamo impegnatissimi nella composizione del nostro prossimo album!

 

Siamo ormai a buon punto, contiamo di concludere ed affinare i brani per luglio, in modo da entrare in sala di registrazione subito dopo l'estate (lo so, non ci riusciremo manco per il cazzo, se sarà pronto per natale sarà un miracolo, ma è bello dirlo lo stesso).

Ed ora, alcune anticipazioni che faranno andare in brodo di giuggiole i nostri fans (alcuni dei quali avranno anche la bontà di spiegarci cos'è, questo famoso brodo di giuggiole).

Dunque: Il disco ha un suo filo conduttore e una fonte di ispirazione principali (ma non esclusivi), legati all'opera a fumetti Sandman -creata da Neil Gaiman e pubblicata negli anni '90.

I testi saranno quindi delle robe cupeggianti, introspettive, dark, oniriche, ieratiche, mitologiche e insomma tutte queste belle cose che ci piace mettere per caricare ammodino il tessuto musicale.
Che ovviamente risentirà anch'esso dell'atmosfera di cui sopra.
Rispetto al primo album Nostos, le canzoni saranno di durata limitata ma non troppo (per intenderci: nessuna suite di 23 minuti, stavolta, però i pezzi di 10 minuti ci sono eccome), con strutture più definite ma anche maggiori spazi sperimentali. Rimarrà la grande energia del suono Ubi Maior, diretta però verso atmosfere sinfoniche oscure e a tinte forti. Un susseguirsi di vette himalayane e di abissi profondi, corse sicure e sperdimenti caotici. Bello eh? 

Che dire ancora? Le canzoni saranno in tutto sette; e la grafica anche stavolta è stata affidata a Davide Pagin dello studio Idolon, che già aveva fatto uno splendido lavoro per il primo disco.

Con questo spero di avervi incuriosito almeno un po', e che per questo motivo acquisterete in massa il CD quando sarà nei negozi, e vi accalcherete numerosi per vederci suonare dal vivo.

Ahem, a proposito, giusto questa settimana suoneremo in pubblico...

Siamo stati inseriti in una serata musicale, che si terrà domenica 20 maggio al parco di Baggio (via Anselmo da Baggio, Milano). Il nostro concerto inizierà alle 20.00 circa.

In realtà si tratterebbe di un concorso di gruppi musicali, non abbiam capito benissimo ma tutto sommato non ci interessa più di tanto: per noi è soprattutto un'ora abbondante di concerto, in cui avremo l'occasione per suonare dal vivo i brani del nuovo disco e valutarne l'impatto (in realtà l'avevamo già fatto a marzo al BluesHouse, ma allora il pezzo nuovo era uno solo, mentre adesso ne presenteremo quattro su sette).

Per cui venite a vederci, che poi vi intervistiamo.

 

UPDATE - coordinate del concerto:

Luogo: Parco di Baggio (via Anselmo da Baggio, Milano). Il concerto è all'aperto,ed organizzato da Unaltromondo Onlus (anche se nel loro sito non ho visto nulla al riguardo).

Data e ora: Domenica 20 maggio 2007, ore 20.30.

Prezzo: l'ingresso è gratuito (forse con sottoscrizione),

 


Postato da: ubimario a 16/05/2007 18:59 | link | commenti (7)
musica, fumetti, me stesso, ubi maior, robe che scrivo, robe che canto

mercoledì, 26 ottobre 2005
Il libro che mi ha cambiato la vita

La Repubblica on line ha lanciato qualche giorno fa un sondaggio "qual è il libro che ti ha cambiato la vita".
Le risposte devono essere mandate in formato sms, vale a dire che l'obiettivo dei repubblichini non è quello di fare una statistica o una classifica (che poi forse non è un male, meglio non sapere che trovare il codice da vinci e la profezia di celestino fra le top ten), bensì quello di poter dichiarare "ben cinquemila persone partecipano al nostro sondaggio" e pavoneggiarsi di conseguenza.
C'è poi una questione concettuale di base, e cioè che se c'è stato soltanto un libro che ti abbia cambiato la vita sei ridotto malissimo, praticamente un analfabeta.
Il quesito stesso è evidentemente concepito strizzando l'occhio alla componente più bovina del pubblico.
Insomma, appena l'ho visto mi è bastato un rapido esame per derubricare il sondaggio come stronzata.
Forte di queste convinzioni, alla fine ho ovviamente deciso di partecipare anch'io, e comunicare a repubblica.it -e per suo tramite al mondo- il titolo del libro che mi ha cambiato la vita.
Il resto, ahimè, è storia.
Pur tagliando tutto il tagliabile, non sono riuscito a scendere sotto la soglia di 20 titoli imprescindibili. Il crudele modulo di repubblica.it mi comunica che "il campo Testo contiene 758 caratteri. Il massimo permesso è 500", gettandomi nello sconforto. L'idea di tagliare ancora, rinunciando anche ad uno solo dei titoli rimasti mi fa rabbrividire.
Indi, repubblica.it si fotta, avrà cinquemila risposte ma non la mia. Che invece regalerò allo spazio ben più democratico di Pisolandia.
E dunque eccoci qua!
Per evitare di produrre un calderone informe, ho suddiviso i libri a seconda del periodo della vita in cui li ho letti.
Ho inserito solo romanzi. Quindi niente saggi, raccolte di poesie o di canzoni, manuali di giochi di ruolo. Invece ci sono dei fumetti, per motivi che lascio a voi immaginare.
Non ho voluto inserire più di un libro di uno stesso autore, anche se molti titoli avrebbero meritato (per es. avrei potuto inserire anche Dona Flor, L'Opera al Nero, American Gods, A ciascuno il suo e molti altri).
Per ciascun autore ho inserito nella lista il libro che mi ha "cambiato la vita", che però non è necessariamente il mio preferito.

Ecco la lista:

Fino ai 20 anni:
J.R.R. Tolkien - Il Signore degli Anelli
Leonardo Sciascia - Il giorno della civetta
Voltaire - Candido
Ray Bradbury - Cronache Marziane
Hugo Pratt - Corto Maltese (fumetto)

Dai 20 ai 25:
Umberto Eco - Il pendolo di Foucault
Mikhail Bulgakov - Il Maestro e Margherita
P.V. Tondelli - Altri libertini
Andrea Pazienza - Pompeo (fumetto)

Dai 25 ai 30:
Jorge Amado
- Teresa Batista stanca di guerra
Elias Canetti - La lingua salvata
Art Spiegelmann - Maus (fumetto)

Dai 30 ai 35:
Marguerite Yourcenar - Memorie di Adriano
Luther Blissett - Q
Jonathan Coe - La famiglia Winshaw
Valerio Evangelisti - Il mistero dell'inquisitore Eymerich

Dai 35 ad oggi:
Christa Wolf - Cassandra
Neil Gaiman - Sandman (fumetto)
James Ellroy - Dalia Nera

Postato da: ubimario a 26/10/2005 20:25 | link | commenti (4)
libri, fumetti, internet, recensioni mie