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"Eu te quero e não queres como sou, não te quero e não queres como es." (Caetano Veloso, O Quereres)
"But would I leave you in this moment of your trial?" (Peter Hammill, The undercover man)
"...ma quale Costa Smeralda, piccolini i gaggi." (Flavio Soriga)
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"Se non altro dopo le ultime elezioni c'è più gusto a dirlo". Così mi divertivo a pensare in quelle uggiose giornate di aprile, quando la primavera non voleva iniziare.
Me ne son ricordato oggi in autostrada, mentre accendevo i fendinebbia e notavo che il tergicristallo andava più veloce della macchina. E mi sarei tirato un cazzotto in faccia.

Ok, l'ho fatto due volte, e questa non è quella originale.
La prima volta ero più vicino alla Sinistra Arcobaleno (e soprattutto all'Italia dei Valori) e meno al PD. Ma non ho salvato la pagina.
Quindi se volevo farne un post, mi toccava rifare tutto: rispondere di nuovo alle 25 domande del test.
E magicamente, dato che i socialisti non contano un cazzo, sono diventato un elettore del PD. L'immagine qui sopra ne è il risultato, e mi rappresenta ugualmente, anzi.
Essa dimostra che passare da Sinistra Arcobaleno a Partito Democratico cambiando solo qualche "favorevole" in "molto favorevole" o viceversa ...SI PUO' FARE!
Qui il sito per provare anche voi. Non una volta sola però, altrimenti cosa l'ho messo a fare.
Mi piace che la Clinton abbia vinto le primarie del New Hampshire e rimontato Obama.
Cioè, al limite van bene entrambi. Non sono degli esaltati, e visti i precedenti è già una gran cosa. E poi c'è bisogno di un presidente americano nero e/o donna. E siccome ad oggi la massima sintesi espressa dagli USA sembra essere Condoleeza Rice, molto meglio andar per gradi. O nero o donna.
Io preferisco donna: le donne come numero sono più dei neri, ed ugualmente lontane dal potere. Il loro turno viene prima.
Un altro motivo per tifare Hillary è che chiunque vinca, sarà in ogni caso un presidente americano. Questo significa che dal punto di vista politico non dobbiamo farci troppe illusioni, e l'attenzione va spostata sul secondo argomento di maggior interesse: le stronzate, vero marchio di fabbrca dei presidenti USA.
Chi ci farà divertire di più?
Qui l'asso di bastoni è la nuova puntata delle avventure della famiglia Clinton. Pensateci: ribaltamento dei ruoli di coppia! Il marito di Cesare saprà dimostrarsi al di sopra di ogni sospetto (anziché di qualche sospetta)? E lei, assumerà stagisti sottraendoli a NBA e NFL? E che ruolo giocherà Chelsea?
Mi spiace per Barak, ma non c'è storia.
C'è un tizio che ha costruito (è il caso di dirlo) una serie di omaggi giocattoleschi ai Queen. Questo secondo me è un piccolo capolavoro...
Una donna musulmana (Dounia Ettaib, vicepresidente lombarda dell’Associazione donne marocchine in Italia) è stata aggredita e minacciata ieri. Sono stati due uomini musulmani, per il fatto che tre giorni fa aveva capeggiato una manifestazione in favore delle donne musulmane.
Da parte della politica non ho ancora sentito un commento, nè un'azione.
In verità dalla destra mi aspetto ben poco di sensato. Quello che mi fa star male è il silenzio della sinistra e del governo. Vedo tutti parlare di Veltroni e del PD, e degli equilibri politici. Gli stessi equilibri -temo- che frenano una presa di posizione decisa, forse per paura di passare per xenofobi, razzisti etc.
Siamo seri. Forse che condannare e perseguire il fondamentalismo religioso ci impedisce di volere una società multietnica e multiculturale?
Credo che non ci si possa nascondere dietro il solito dito. Il fondamentalismo islamico è un problema anche per l'Italia, e dopo l'aggressione e la minaccia esplicita non possiamo far finta che non sia un problema grave. Credo che ci sia il modo di separare l'islam fondamentalista e violento da quello che invece è aperto all'integrazione sociale, perseguire il primo e proteggere il secondo. Con le leggi, con la cultura della convivenza, ed anche con le forze dell'ordine, se del caso.
Perseguire il primo. La sinistra deve prendere una posizione decisa. I capi spirituali musulmani in Italia devono prendere una posizione decisa. Non si può appoggiare e neppure comprendere o giustificare un atto di violenza per motivi religiosi.
Proteggere il secondo. Al vescovo Bagnasco abbiamo dato una scorta perchè qualcuno gli aveva scritto "Vergogna" con la vernice. A Dounia Ettaib invece hanno messo le mani addosso, eppure a quanto mi risulta lei la scorta non ce l'ha ancora. Immagino che abbia paura, anche se dichiara che si muoverà normalmente. So che se le succede qualcosa, avremo anche lei sulla coscienza.
E ora datemi del razzista.
***
PS. A proposito di chiusura culturale: a causa di questi fatti son fioccati i servizi radio e televisivi in cui si torna a fare grande sfoggio di pronuncia anglosassone tramite il toponimo "Viale Ienner". Non so cosa ne pensate, voi ed il povero medico in questione. Ma a me, l'ignoranza crassa milanese assurta a vulgata corrente, fa cagare vermi.
Il titolo sintetizza la presa di posizione dei vescovi italiani nei confronti del DDL che regolamenta le convivenze. E parimenti sintetizza la mia personale opinione sui vescovi medesimi.
Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.
Soundtrack: Luisa Cottifogli - 'Ndosi
Ho comperato il DVD "Uccidete la democrazia", e l'ho visto.
Ebbene, sono rimasto deluso.
Da consumatore, innanzitutto, com'è normale quando ti accorgi che il film non aggiunge quasi nulla ai trailer che l'hanno preannunciato (e che in definitiva ti hanno convinto a cacciare 17 euri).
Da spettatore, anche. Le scene di fiction erano inguardabili: il personaggio della giornalista assolutamente artefatto e recitato da cani, ed anche De Capitani non ci si è messo troppo d'impegno. L'idea stessa della fiction contribuisce a far perdere credibilità all'inchiesta, meglio sarebbe stato far raccontare tutto ad uno degli autori senza inscenare quei dialoghi insulsi.
Infine, l'inchiesta stessa. Gli elementi si conoscevano già. Il film avrebbe dovuto a mio avviso presentare un maggior approfondimento dei meccanismi, una vera e propria inchiesta insomma.
Invece, oltre alla carrellata degli indizi, il contenuto era in buona sostanza una serie di ipotesi difficili da verificare e di accostamenti un po' fantasiosi: la lettura finale del Pisanu "democristiano", i riferimenti a Salvatore Giuliano, il Gattopardo e Mike Stern, dai, non scherziamo.
Certo, ci sono delle parti interessanti, soprattutto nella prima parte, con la cronaca della "lunga notte" (peraltro ricalcata dall'ottima diretta di Radio Popolare).
E le coincidenze inquietanti rimangono.
Però nel complesso il film più che avvalorare le proprie ipotesi con dati oggettivi sembra cercare di renderle velleitarie.
Un po' come se Deaglio non volesse essere preso troppo sul serio: "in fondo l'avevo detto che era un docu-thriller. Se volevate un'inchiesta vera potevate guardarvi Report".
Sound Track: Muse - Black Holes and Revelations
Dunque, è finito il mondiale di calcio. Abbiamo vinto. L'Italia è campione del mondo.
Da parte mia, dopo aver passato questo mese in apnea come mai mi sarei aspettato, cerco di elencare le robe più significative:
***
Come penso abbiano detto già tutti, finalmente si arriva ai rigori e non perdiamo.
Ma l'importante è come ci siamo arrivati, ai rigori: durante la partita, contro di noi è stato generosamente concesso un rigore, è stato generosamente annullato un nostro gol, e poi abbiam pure preso una traversa. Vale a dire che i francesi non possono dire un cazzo.
Infatti si son dovuti attaccare all'espulsione che giustissima per carità, però è stata rilevata dal quarto uomo che forse l'aveva vista alla moviola e quindi il regolamento etc. Da pernacchia.
***
Abbiamo vinto con un governo di sinistra in carica. Meglio così. Non so se sia vera la storia del culo di Prodi. Invece la fortuna è proprio avere Prodi, con la sua presenza moderata, quasi minimale, nel carosello dei festeggiamenti.
Lo scenario alternativo prevedeva infatti il premier Berlusconi in pavoneggamento continuo sui teleschermi come segno dei suoi meriti indiscutibili nella vittoria azzurra.
E continuo a pensare che proprio per questo lui sia l'unico italiano che ieri ha rosicato forte, nel vedere altri sul palco delle istituzioni, a rappresentare l'Italia campiona. Che volete, mi accontento con poco.
***
Sembra una stronzata, ma è forse la cosa più importante. Vincere il campionato del mondo di calcio rende una popolazione degna di maggior rispetto, ceteris paribus.
Io per esempio fra un mese andrò in Francia al matrimonio di mio cugino, italiano che sposa appunto una ragazza francese. Inutile elencare gli sfottimenti crudeli che a causa della vittoria mi saranno risparmiati, e che invece adesso starà al mio buon cuore risparmiare agli invitati indigeni.
***
Su Radio Popolare ho sentito che domenica sera la ridente cittadina di Varese, cuore pulsante della padania leghista, era un tripudio di tricolori. Bene (forse davvero gli armadi di Varese eran pieni di bandiere di altro tipo. Nascoste, dunque).
***
Tornando alla faccenda del rispetto, questo mondiale che arriva dopo le elezioni, dopo il referendum, dopo il dpef sembra confermare al mondo che è finito il tempo delle pagliacciate e che in Italia si fa finalmente sul serio. Sperando che le varie pentole di merda scoperchiate (lo scandalo del calcio, quello della sanità in Lazio e quello dei servizi segreti) non finiscano a gran cucchiaiate nei nostri piatti, con contorno di tarallucci e vino.
***
Infine, vorrei che le parole rivolte da Materazzi a Zidane rimanessero ignote. Avvolte nella bruma del mistero, come un incantesimo maledetto che fa impazzire all'istante chi ha la sventura di ascoltarlo.
E invece prima o poi le sapremo, e sarà molto brutto.
Ci avevano sperato un po' tutti. Anche io. In un momento di tensione estrema come questo, la prospettiva di avere ancora come Presidente della Repubblica un baluardo delle Istituzioni come Ciampi era davvero allettante.
Ma Ciampi ha declinato l'invito, come si suol dire. Ed il motivo è proprio la salvaguardia delle istituzioni repubblicane, come spiega il comunicato del Quirinale: "Nessuno dei precedenti nove presidenti della Repubblica è stato rieletto. Ritengo che questa sia divenuta una consuetudine significativa. E' bene non infrangerla. A mio avviso, il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato".
Ha ragione. Ed il fatto che nessun altro ci avesse pensato, tutti presi com'erano dall'entusiasmo del plebiscito, dà la misura del baratro che si apre adesso.
Da un lato, a sinistra gira il nome di Massimo D'Alema, che tutto può essere tranne un uomo di garanzia. Diventerà presidente solo in caso di scontro frontale.
Dall'altro, la destra grida allo scandalo per la possibilità che tutte le maggiori cariche vengano occupate dai vincitori, che poi a ben vedere è esattamente quello che hanno fatto loro finora, e che farebbero anche per il Presidente della Repubblica, se fossero ancora in possesso della maggioranza parlamentare. Difatti il candidato al Quirinale espresso dalla destra è nientepopodimeno che Gianni Letta, un uomo che negli ultimi 25 anni è stato sempre il vice di Berlusconi: in Fininvest, in Forza Italia, nel Governo (è stato anche suo testimone di nozze; non che significhi qualcosa, però..). Insomma, potrebbe diventare Presidente della Repubblica solo se ci fosse una carica di Superpresidente da assegnare ovviamente a Berlusconi. Che tristezza.
***
Per rimanere in tema di fantapolitica da strapazzo, spulciando nelle pagine di gente semi-conosciuta (ovvero, gli usenet-weblog links di cui racconterò prima o poi) ho trovato uno dei tanti simulatori di politica on line, in cui cani e porci possono creare il proprio stato sovrano. Giustappunto, da ieri il mondo virtuale di NationStates ospita anche lo Stato Libero di Pisolandia. Che ci volete fare, non ho saputo resistere.
***
Update. Sono stato troppo pessimista: in mezzo al mercanteggiamento generale, c'è stato chi ha mantenuto i nervi saldi e ha deciso fin da subito la cosa migliore da fare. Questa persona è Romano Prodi, che ha immediatamente dichiarato di voler concordare l'elezione del PdR con il leader avversario, e alle parole ha fatto già seguire i fatti. A prescindere da come andrà a finire, è un ottimo inizio.
Questa qui sotto non è la copertina del Mucchio Selvaggio di aprile. Avrebbe dovuto essere, ma l'editore Panini si è rifiutato di pubblicarla.

La redazione ha protestato con un comunicato, di cui riporto qui sotto una parte.
"La redazione trova ciò un atto di censura inqualificabile. La satira è un diritto affermato dalla nostra Costituzione (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” - Art. 21). Se si va con la memoria indietro nel tempo a copertine, molto più feroci e provocanti, di giornali come il “Male”, “Frigidaire” o “Cuore” ci si rende conto di come è peggiorato il rapporto tra la stampa e il potere e di quanto la libertà di espressione sia sempre meno garantita."
Al di là di ogni mia considerazione politica e/o estetica sulla copertina in questione, mi sembrava il minimo che potessi fare.